
Riceviamo e pubblichiamo questo post.
FAO: Coldiretti, razziati 15 mln di ettari
L'aumento dei "furti" di terre ai danni dei
Paesi poveri, con quindici milioni di ettari di campi
coltivati ceduti praticamente gratis o in cambio di vaghe promesse, è una nuova forma di colonialismo che deve essere fermata. E' quanto afferma la
Coldiretti nel commentare l'annuncio della
Fao sul nuovo codice di condotta per rendere meno pesante nei confronti delle povere comunita' rurali il fenomeno cosiddetto del "land grabbing", ovvero l'accaparramento di
terreni agricoli da parte delle multinazionali straniere e fondi di investimento che, secondo gli esperti, muove un giro d'affari di 100 miliardi di euro.
Le oscillazioni dei prezzi dei prodotti agricoli mondiali e le restrizioni alle esportazioni da parte di alcune nazioni, hanno accelerato - sottolinea la
Coldiretti - la tendenza agli acquisti dei terreni nei Paesi in via di sviluppo da parte di molti Paesi, in particolare di quelli arabi e della Cina, Siamo di fronte ad un salto di qualità nella speculazione finanziaria internazionale che - afferma la
Coldiretti - dopo aver "giocato" in borsa senza regole sulle materie prime agricole si è rivolta direttamente alla compravendita di terreni, sottraendo così una risorsa determinante per lo sviluppo dei
Paesi poveri.
Il termine di "neo-colonialismo" ben si addice a questo tipo di attività che, oltre ai
terreni agricoli, portano all'acquisto anche delle risorse idriche per produrre beni alimentari. Nonostante gli effetti negativi, ci sono molti Paesi in via di Sviluppo che cercano di attrarre questi investimenti perché pensano di ricavarne benefici in termini di sviluppo, con l'ingresso di nuove tecnologie, l'aumento dell'occupazione, la realizzazione di infrastrutture.
In realtà i Paesi ricchi - rileva
Coldiretti - utilizzano i campi per coltivare prodotti da destinare al proprio consumo interno, senza lasciare nulla o quasi sul posto, con il rischio che le popolazioni povere perdano la possibilità di accedere a risorse come il cibo e l'acqua. Il tutto stipulando contratti per accaparrarsi la terra che, secondo il rapporto Onu, sono sorprendentemente semplici e sintetici rispetto alla reale portata dalla transazione.
Il boom di acquisti di
terreni agricoli nei
Paesi poveri da parte di investitori esteri interessati alla produzione di alimenti da destinare alle proprie necessità - conclude la
Coldiretti - è una nuova pericolosa forma di colonizzazione che va fermata. La sottrazione delle terre alle popolazioni locali ha preoccupanti conseguenze sulle popolazioni locali se si considera che i tre quarti delle persone che nel mondo soffrono la
fame vivono nelle campagne.