giovedì 5 agosto 2010

Il nuovo esagerato prezzo del latte




Sabato 17 luglio 2010 Assolatte ( l'associazione industriali del latte ) ha comprato una pagina intera di un quotidiano lombardo per lanciare accuse vergognose e arroganti verso i produttori di latte italiano, rei di pretendere un aumento esagerato del prezzo. A parte il fatto di voler fare i conti in tasca agli allevatori, speculando sul fatto di trattenere dei contributi Pac e parte dell'Iva che hanno ben altre motivazioni sociali, si è voluto insinuare che eventuali aumenti del prezzo di vendita al dettaglio saranno da imputare solo alle richieste esagerate del settore primario. Settore primario che è al limite della sopravvivenza, avendo dovuto sopportare in soli 2 anni un calo del prezzo del latte alla produzione del 30%, messo in concorrenza con il latte di importazione, mentre il settore industriale del latte ha così enormemente incrementato il valore aggiunto delle lavorazioni casearie. Si vuole inoltre paragonare il costo di produzione del latte italiano con quello di paesi nord europei o extraeuropei ( Lituania e Nuova Zelanda ), ben sapendo che in Italia vi sono maggiori costi energetici, di manod'opera, di affitto dei terreni e di burocrazia. Se poi c'è un limite di quota produttiva, non è certo colpa degli agricoltori, caso mai della politica. Non dicono inoltre gli industriali del latte che con il latte extracomunitario è impossibile produrre del formaggio di qualità, se non usandolo in quota parte del latte italiano. Non dicono che il latte extracomunitario è usato nella maggior parte nelle produzioni di latte Uht a lunga conservazione, ma che non riescono e non vogliono garantire la tracciabilità, la salubrità e la provenienza. Non dicono che comprano il latte a prezzo extracomunitario e lo rivendono a prezzo italiano, con ricarichi fino a 5 volte il prezzo della materia prima. Non dicono che il latte extracomunitario è spesso usato illegalmente anche nella preparazione dei formaggi tipici italiani, nonché è spesso fonte di frodi per adulterazione con farine lattee e caseinati. Gli industriali del latte, insieme alla politica liberista e mondialista, hanno tirato troppo la corda e ridotto le nostre aziende agricole al limite della sopravvivenza economica, usando gli allevatori come operai al servizio dell'industria, e concedendo miserabili aumenti del prezzo della materia prima al solo fine di tenere in vita il comparto, per i loro profitti commerciali. Industriali e politica che tengono in ostaggio al Senato il Decreto sull'etichettatura e tracciabilità, non permettendo al consumatore di riconoscere il vero prodotto italiano e di sostenerne il consumo e il prezzo. Politica miope che abbuona multe e regala quote a una minoranza leghista, e umilia allevatori onesti in gran maggioranza, abili produttori e allevatori, ma alle strette finanziarie per lo strapotere industriale e la sleale concorrenza dei prodotti esteri, di dubbia qualità e tracciabilità. Siamo alla lotta di sopravvivenza per il comparto agricolo italiano, non è più tempo di indugiare e credere alle promesse. Il prezzo del latte alla produzione in Italia deve essere garantito a 40 centesimi al litro ( 1/3 del costo di 1 litro d'acqua ! ) e i sindacati agricoli non devono mollare. È tempo di bloccare i cancelli delle industrie casearie, se è il caso anche le strade. Gli allevatori sono brava gente, ma a tirare troppo la corda c'è il rischio che si spezzi.

Dott Paolo Zattoni Coordinatore nazionale Lega della Terra

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